Cialdamia

curiosità: arrivo del caffè in italia e primi utilizzi

Le leggende sull’origine del caffè sono diverse. Certo è che la sua storia è legata al Corno d’Africa, e in particolar modo all’Etiopia, paese da secoli noto per la presenza di piante di caffè e per la proliferazione di leggende metropolitane circa la sua scoperta e primi utilizzi.
Altri antichi poli di produzione conosciuti erano lo Yemen e l’antica Persia, sebbene il caffè dell’Etiopia fosse il più noto ed esportato.

In Europa, e in Italia in particolar modo, l’arrivo del caffè viene fatto risalire al XVII secolo grazie alle attività commerciali dei mercanti veneziani e ai loro numerosi viaggi e scambi con l’Oriente. La prima città, quindi, a fare uso della spezia e ad esportarla negli altri poli della Penisola fu proprio Venezia, dove nel 1683 nacque la prima e più famosa Bottega del Caffè in Piazza San Marco.



Prima di questo momento, tuttavia, il caffè veniva consigliato e venduto come rimedio e antidoto per curare diversi disturbi legati soprattutto alla digestione.

Non passò molto tempo perché le botteghe del caffè cominciarono a proliferare in Italia: nel ‘700 se ne arrivarono a contare oltre 200, molte delle quali diventarono punto di incontro per filosofi e intellettuali. Il Caffè Florian di Piazza San Marco (tuttora presente nel capoluogo veneto) è stato il luogo di ritrovo di personaggi illustri del calibro di Pellico, Rousseau e Canova e non meno illustre è stato l’antico Caffè Michelangelo a Firenze. La bevanda, inizialmente consumata solo da ceti sociali medio alti, risultò essere un ottima alternativa all’alcol, da bere durante incontri di lavoro e di piacere, tra intellettuali, politici e personalità di spicco nei diversi settori.

Questo generale entusiasmo italiano nato intorno al caffè fece si che questo venisse inglobato ben presto tra i prodotti tradizionali, da offrire quale omaggio d’amore e di amicizia (insieme alla cioccolata). Nulla poté fermare la sua diffusione in tutto il Paese, nemmeno la richiesta di scomunica da parte di alcuni sacerdoti che lo consideravano la “bevanda del diavolo”. Una vicenda che tuttavia non ebbe conseguenze, in quanto Papa Clemente VIII, che ricevette la richiesta, lo assaggiò ed estasiato lo proclamò al contrario bevanda cristiana.

Il principale nome legato alla diffusione della bevanda in Europa è stato quello di Prospero Alpini, medico e botanico veneziano che nella sua opera “De Medicina Egyptiorum” (1591) parla per la prima volta delle caratteristiche e delle proprietà di questa pianta.

Tra gli Illuministi il caffè ebbe una grande diffusione, tanto che sempre in Italia, nel XVIII secolo, venne fondata una rivista intitolata a questa bevanda, responsabile del tramonto della “civiltà del vino” caratterizzata da deliri ed ebbrezze e della nascita di una civiltà nuova, fatta invece di riflessione e meditazione.

torna agli articoli